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giovedì 4 ottobre 2007

Momenti


Ci sono momenti, ritenuti troppo importanti, della propria vita che, normalmente, si riservano a sè stessi. In questi momenti si pensa di esistere da soli e il pensiero astratto e generico porta a sintesi qualunquo-realiste, del tipo: me ne frego della politica, me ne frego del precariato, me ne frego del capo Ufficio, me ne frego della gente che muore ogni giorno, me ne frego dell'America, della Russia, della Cina, me ne frego della guerra civile, me ne frego dell'imperialismo, me ne frego del comunismo, me ne frego delle dittature, me ne frego di Marx, di Lenin, di Mussolini,me ne frego degli operai, dei pensionati, me ne frego delle banche e dell'alta finanza. Non sopporto il salotto di Vespa, non sopporto la tivvù che addormenta le coscienze, non sopporto il giornalismo allineato e fuori dalla notizia... Questi momenti, riservati solo a sè stessi, appartengono a ognuno di noi, dove l'ego prevale su tutto e la parola d'ordine diventa: me ne frego, me ne frego, me ne frego. Bene! Quei momenti, però, se durano un tempo, relativamente, lungo e si vede solo la propria vita, vi dico che in quei momenti è ora di ributtarsi nella realtà della società civile, della famiglia, dell'amicizia, dell'amore. Coraggio.

lunedì 19 marzo 2007

Sogno e realtà


Dopo una scarpinata con i miei cari e vecchi scarponi, mi ero seduto sulla cima di un colle e rimiravo il panorama, davanti e sottostante. Bellissimo! Verdi colline, in lontananza, montagne a tinte ipsometriche chiaro-scuro e cappello bianco. Sotto, un fiume di acque impetuose, combatteva la sua battaglia, attraverso vortici, mulinelli, deviazioni repentine, ma senza mai uscire dal suo greto, protetto dalle sponde. Vicino a me, seduta, una donna angelica. Subito ho pensato di essere nell’al di là e di essere stato preso per mano, dall’angelica fanciulla, per essere accompagnato e introdotto al cospetto del Divino, nel mondo immateriale. Intanto, io dall’alto vedevo me stesso e Beatrice, ascoltavo i nostri dialoghi, ero divertito! Le parole erano chiare: sei pronto? Il grande evento ti attende. Ti dirò una cosa importante, presta molta attenzione. Intanto, una musica soave riecheggiava nella vallata. Certo…, ma cosa dobbiamo fare? Dove si va? Fremevo, dall’alto osservavo me stesso in trepidazione e piacevole attesa. Poi, ad un tratto, un forte rumore, tutto svanì, mi svegliai dalla “pennichella” pomeridiana, indispettito dall’aspirapolvere, guidato con destrezza dalla padrona di casa. Mia moglie mi stava invitando, già da un po’, a lasciare la “postazione”. Mi resi conto che era un sogno! Mi stropicciai gli occhi, mi riassettai, mi alzai e mi sistemai per tornare a lavoro. Ma che sogno! dentro, fuori dal sogno, cosciente di dormire mentre parlavo e sognavo paesaggi meravigliosi.
Credo proprio che sognare, anche ad occhi aperti, sia uno dei misteri della vita che ci aiuti a portare avanti la nostra esistenza verso l’esito predestinato.

sabato 16 dicembre 2006

Elogio alla "sbronza consapevole"


In vino veritas o in vino salus? Quando Goethe affermava che "il vino allieta il cuore dell'uomo..." alludeva di certo allo spirito più che al nostro organo pulsante. A questo, invece, hanno rivolto la laoro attenzione i ricercatori di diversi paesi.
Da quasi un ventennio, infatti, sempre più numerosi studi hanno dimostrato che i fenoli presenti nel vino rosso agendo come antiossidante abbassano il tasso di lipidi. Secondo una ricerca israeliana, ad esempio, il resveratrolo, composto fenolico appartenente alla famiglia dei flavonoidi, impedisce l'ossidazione dell'Ldl (il colesterolo "cattivo" che, ossidato, diventa pericoloso per le arterie) ed inibisce l'aggregazione delle piastrine.
Perché il vino rosso? Perché il resveratrolo è contenuto prevalentemente nella buccia dell'uva e, poiché nella preparazione dei vini rossi la fermentazione del mosto avviene al contatto con le bucce, viene favorita una maggiore estrazione di questa sostanza. Anche l'ambiente e le pratiche agronomiche hanno una notevole importanza e contribuiscono a modificare il contenuto di resveratrolo. In Abruzzo, alcuni anni fa, un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri Sud, in collaborazione con l'Università di Chieti e con gli ospedali della Regione, ha svolto una ricerca, chiamata "Progetto 3A" (Alimentazione-Aterosclerosi-Abruzzo), che ha esaminato il rapporto tra abitudini alimentari, di oltre 2000 mila individui, della popolazione locale e la frequenza di malattie cardiovascolari (infarto acuto del miocardo, angina instabile, ictus) Ebbene, i risultati hanno dimostrato che all'assunzione di 1-3 bicchieri di vino rosso al giorno è associata ad una riduzione del 23% del rischio di malattie cardiovascolari, che diventa del 50% nelle persone di età compresa tra i 30 e i 54 anni.
Ed allora, possiamo ben dire, con orgoglio, che un buon bicchiere di vino al giorno toglie davvero il medico di torno. Buona s....a, pardon, bevuta a tutti!

venerdì 15 dicembre 2006

Autorità


Pietro, il tipo più rappresentativo della comunità, si alza e parla. Ed è seguito... (At.1,15-22).
Nell'ambiente in cui siamo esistono, di fatto, persone che hanno una sensibilità maggiore ad esperienze di umanità, svilupano, di fatto, una comprensione maggiore dell'ambiente e delle persone, provocano, di fatto, più facilmente un movimento di comunità (politica, religiosa o aziendale). Essi vivono la nostra esperienza più intensamente, più impegnati; ognuno di noi sente se stesso meglio rappresentato in loro: con loro ci si sente molto più volentieri gomito a gomito cogli altri. Riconoscere questo fenomeno è lealtà verso se stessi e verso la propria interiorità; è dovere di saggezza. Ma, l'incontro con chi più sente e capisce la mia esperienza, la mia sofferenza, il mio bisogno, la mia attesa, mi porta naturalmente a seguirlo, per il suo carisma che nello scoprirci impotenti e soli, ci spinge a riunirci.
In questo senso, tali persone costituiscono naturalmente per noi un'autorità (augeo, verbo latino che vuol dire: "Colui che fa crescere gli altri"), anche se non sono insignite di diritti o di titoli. Naturalmente autorità diviene, innanzitutto, chi più lealmente comprende o vive l'esperienza umana; differisce totalmente dall'autorità costituita, ovvero: colui che ha responsabilità, chi deve rispondere.
E' necessario tener presente, però, che quando si parla di umanità o di esperienza umana non lo si fa in astratto o, genericamente, come siamo abituati a fare nella società in cui siamo immersi. Quando parliamo di umanità o di uomo parliamo di un essere concreto; "io", carico di domande, di desideri, di gioie e di fatiche, che tende alla felicità, che cerca un senso di sé, che cerca qualcosa per cui valga la pena vivere. Autorità sarà, dunque, non chi prevarica su di me o tende a rendermi, mediante il fascino personale o l'intelligenza o altre capacità eccellenti, funzionale al proprio progetto o ai propri interessi; ma chi vive con particolare acutezza la mia reale situazione di uomo e sa darle espressione, laddove io ne sono incapace; sa leggerla fino in fondo, laddove io non sono in grado di farlo. Autorità è chi, avendolo intuito lancia la mia umanità verso il proprio destino. L'autorità sorge così come ricchezza d'esperienza che s'ipone agli altri, genera novità, stupore, rispetto. C'é un'attrattiva inevitabile in essa. C'é un'energico suggerimento in essa. Non valorizzare la presenza di questa autorità di fatto, di cui l'Essere semina ogni ambiente, è grettezza abbarbicata alle proprie misure.
L'incontro con questa autorità naturale educa la nostra sensibilità e la nostra coscienza, ci fa meglio scoprire ciò di cui siamo fatti e ciò cui aspiriamo dal fondo della nostra presente indigenza.