lunedì 22 gennaio 2007

Elogio del sigaro


Condivido la "passione" e non certo il vizio del fumo, nel rispetto assoluto degli altri.

Il piacere che procura un buon Toscano, dopo un pranzo luculliano, è indescrivibile. Ma, non solo, il piacere è determinato, anche, dal momento, dal luogo e dalla compagnia con cui si condivide la passione, senza rinunciare, peraltro, alla gestualità che accompagna il momento. Azzarderei che il piacere aumenta man, mano che gli ... anta avanzano. Difatti, anni fa avevo provato a fumarlo; ma, avevo rinunciato, oggi con grande consapevolezza lo fumo e ne traggo un piacere infinito.
Naturalmente, come ogni passione, bisogna coltivarla e alimentarla, scoprendone giorno dopo giorno i suoi segreti. Tra i segreti scoperti, parlandone con gli altri o da solo, in contemplazione, durante il "rito", vi è quello che permette di evitare fastidiose riaccensioni o lunghe inspirazioni, con il massimo sforzo e il minimo apporto di piacere, curarando la questione ab origine. Difatti, il tabaccaio dovrebbe conservare le scatole di sigari controllate nella temperatura e nell' umidità. Questo, purtroppo, non accade quasi mai. Pertanto, è auspicabile conservarli, dopo l'acquisto, almeno in scatole di legno inodori; evitando luoghi particolarmente umidi, come cantine o cucine, che rendono molli, al tatto, i sigari, col rischio che s'impregnino, anche, di odori incontrollati, come salami, prosciutti, formaggi, ecc...; o luoghi troppo asciutti che ne seccherebbero l'involucro, rendendo il sigaro fragilissimo e, quindi, soggetto a facili rotture. L'esame obiettivo al sigaro, quindi, è sempre consigliabile per accertarne l'elasticità, alla pressione manuale, esercitata tra l'indice e il pollice. Anche l'accensione ha una sua importanza e la migliore, al di là della praticità, è data dai fiammiferi di legno; ma, dopo che hanno evaporato lo zolfo dell'accensione. Avviata la combustione, se il tiraggio è buono ed abbiamo fatto una buona accensione, il sigaro si consumerà lentamente e presenterà il bulbo del fuoco a cono. Mentre, se l'accensione non è avvenuta a regola d'arte, il bulbo del fuoco si presenterà a imbuto rovesciato. A questo punto bisogna intervenire subito correggendo l'accensione. Ancora, se la cattiva combustione rimane ci dobbiamo rassegnare, forse, ad una sigaro con punte troppe strette, rottura della fascia, foro sulla fascia, scollatura, ecc... Se proprio si deve procedere alla riaccensione del sigaro bisogna farlo subito, finché è caldo per evitare che, poi, prenda un gusto amaro e sgradevole. Tagliare il sigaro a metà, fumandone solo una parte, è una prassi che sottende alcuni accorgimenti, quali: munirsi di un taglierino tagliente, procedere a inumidire con la saliva, il vino , il cognac, il rhum la parte da tagliare, in modo da renderlo meno fragile al taglio.
In presenza di cattivo tiraggio bisogna cercare di porvi rimedio, soprattutto se si tratta di ripieno troppo pressato o la punta del sigaro troppo piccola. Nel caso della punta troppo piccola, si può provare a tagliarne una parte (max 1 cm), oppure si può provare a forare con un ago la strozzatura e cercare di riottenere un buon tiraggio.

E allora? Evviva le passioni più o meno sane e, buona fumata a tutti!

2 commenti:

flyingsoon ha detto...

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