domenica 22 giugno 2008

Andiamo al cinema


Il problema estetico centrale di ogni critico di cinema, dilettante o professionista, è senza dubbio quello di individuare nel film in esame quei caratteri e quelle qualità che lo possono far ritenere “artistico”. Tuttavia, non sembra esistere, a tal riguardo, una vera e propria teoria per “giudicare un film”. Ed è tanto più difficile approdare ad una teoria se si pensa che il film è frutto di una collaborazione plurima, che solo il regista dotato di una spiccata personalità artistica riesce a raccordare e a guidare secondo una sua precisa idea e sensibilità. Diventa importante stabilire se la figura del regista s’inserisce in qualche corrente estetica recente. Oppure, se segue una linea propria. Inoltre, quali altri film possono aver influito o hanno punti in contatto con l’opera in esame? Pertanto, il metodo critico più opportuno, a mio avviso, è quello di guardare il film senza preoccuparsi di scoprire con quali mezzi è stato raggiunto un determinato effetto e, poi, provare ad indagare sull’orientamento critico-storico, importante per rispondere alle domande: Che posto occupa il film nel quadro delle opere precedenti? Ne continua la linea di sviluppo, o è un film a sé? E’ più impegnativo o meno rispetto agli altri? Passando all’analisi, vera e propria, bisognerà esaminare la struttura narrativa del film per determinare se le linee del racconto sono chiare e ordinate in principali e secondarie. Se c’è un conflitto e come è impostato. Se il racconto ha una sua coerenza logica. Se i personaggi sono ben delineati ed hanno, a loro volta, coerenza psicologica, dando un giudizio sul soggetto, sulla sceneggiatura, sull’uso del materiale plastico, del film. In sintesi, se la struttura risulta unitaria. Determinato ciò, si può procedere all’analisi del tema del film, individuando quali sono le idee che lo pervadono e in quale tema centrale si possono coordinare, dando una perfetta unità al film. Come si potrà esprimere il tema con una definizione completa, chiara e sintetica. Se il tema presenta la nota di una vera e sicura verosimiglianza e quella di una viva umanità. Una ulteriore analisi si dovrà eseguire sui mezzi filmici per individuare se esiste una vera coerenza con l’ispirazione tematica del film, vagliando: la scenografia, il costume, il trucco. La ripresa, vagliando: angolazione, campo, composizione del quadro, illuminazione, fotografia, colore. La recitazione, vagliando: scelta degli attori, adesione al personaggio. Il sonoro, vagliando: il dialogo, la musica, gli effetti sonori. Il montaggio, vagliando: il ritmo delle scene, delle sequenze di tutto il film. La regia, vagliando: se raggiunge sempre la coerenza stilistica propugnata. L’ultima valutazione da eseguire riguarderà l’estetica generale accertando se il film vi sembra riuscito, completamente, sul piano dell’arte. Quali sono, eventualmente, le sequenze migliori. Se il film raggiunge una sua unità ed armonia e ci offre un tema plausibile, tradotto con efficace coerenza dai mezzi filmici.
Proviamo! Forse smetteremo di assorbire film-cassetta, a meno che non vogliamo, per una volta, trascorrere due ore annullandoci.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido la scelta per una sana osservazione e crtica dei film che a volte guardiamo senza porci nessun interrogativo, come se fossero dei prodotti da supermercato.Io per mio conto già applicavo, in parte, questa sorte di decalogo.

Anonimo ha detto...

Un film quando è bello non ha bisogno di tanti accorgimenti critici, si capisce da sé, lascia qualcosa che, anche se indescrivibile, chi l'ha vissuto lo sa.

AmosGitai ha detto...

Fantastico post! Soprattutto per me che ho come passione viscerale quella della "settima arte".

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