domenica 2 dicembre 2007

Ritorno al futuro


C'era una volta il corteggiamento, arte ormai remota tra i giovani d'oggi. Non tanto tempo fa, era fatto di serenate al chiaro di luna, lettere d'amore, sguardi languidi, baciamano, lusinghe e mazzi di fiori. Oggi, secondo molte ragazze, i ragazzi sono frettolosi, troppo diretti e poco originali e, se il primo approccio non funziona nell'arco di 8-10 minuti, rinunciano. In questo tempo limite che i giovani dedicano all’approccio: si avvicinano, senza nessun gioco di sguardi o altro, propongono qualcosa di assolutamente banale, come bere qualcosa insieme e, se non gli si fa capire che hanno qualche possibilità, abbandonano. E non va meglio quando si passa ai preliminari, i maschietti giovani risultano essere impacciati, incapaci di baciare e se alle prese con un reggiseno vanno in crisi. Per lui, le ragazze non sanno mai cosa vogliono veramente, danno dei messaggi assolutamente contraddittori: ah! La superficialità, malattia dei giorni d’oggi. Cade, insomma, il duplice mito del macho italico e del perfetto Casanova. Difatti, il corteggiamento Casanoviano prevedeva che, per conquistare il cuore di una donna, l’impegno profuso durasse settimane, se non mesi. Altri tempi!
Non va molto meglio nemmeno sull’altro fronte. Le ragazze ormai non conoscono più le arti della seduzione: risultano aggressive, confondono la seduzione con la volgarità. A far crollare, poi, ogni possibilità di approccio è anche l’inesistente o, forse, nascosta femminilità. Ergo, gli uomini sono egoisti, poco fantasiosi, assolutamente incapaci di interpretare i desideri e le esigenze delle donne. Pertanto, gli approcci risultano sempre più difficili, nella società dell’apparire, fatta di continua ricerca di quello che, forse, non esiste, finché non si tranquillizza il mare, in tempesta, dentro di noi.Si auspica, quindi, un ritorno all'antico per gentleman che vogliano e/o sanno osare, attraverso l’essere e non l’apparire, come l’uso della fastidiosa e tediosa scrittura che, puntualmente, mette a nudo il nostro carattere e … il nostro condizionale. Insomma, ripartiamo con lettere d'amore e, poi, a seguire, tutto il resto… Ma, attenti, l'antica tecnica amanuense, a cui non siamo più abituati, è specchio della nostra personalità. Piccola, piccolissima bisogna fare attenzione. Grande e rotonda equivale a positività, energia; tradotto: la donna è solare e vitale, l'uomo è cupo e grigio.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo argomento,molto bello,devo aver letto qualcos'altro su altri blog...........
manca qualcosa del passato per i giovani, ma anche per gli "adulti over",non usano più il corteggiamento.........
Basta la parola o il gesto? Spesso usiamo il corpo per comunicare qualcosa che non vogliamo dire a voce. Ma non sempre i messaggi dei gesti sono voluti: in alcune situzioni non ci rendiamo conto di quello che stiamo "dicendo".

FIORDALISO ha detto...

Complimenti filosofo
questo argomento è accattivante e mi piace parlarne.
Io credo che essere corteggiate ad una donna faccia bene all'anima e al corpo.
E nel sostenere questo non penso di apparire come una persona di altri tempi;anzi sono sicura che quando una donna si sente corteggiata risboccia.
Allora cerca in tutti i modi di attirare l'attenzione,stuzzica e se la ride.E se per caso non si sente più sensuale,quando viene corteggiata invece si ferma a pensare che forse è ancora bella ed attraente. Allora molte cose nere diventano bianche,la fatica è inferiore e la voglia di fare aumenta.
E'sicuramente meglio avere tanti corteggiatori che essere anonime.!!
Ma per il maschio è la stessa cosa?
O vale sempre che l'uomo deve corteggiare e la donna deve civettare?
Siccome sono pigra, per me il corteggiamento è uno stimolo.
FIORDALISO

Anonimo ha detto...

Fiordaliso, son sicuro che hai molti corteggiatori per questo sei pigra, ma il tempo sarà severo anche con te