mercoledì 7 marzo 2007

Auguri donne!



Le origini della Giornata Internazionale della Donna, sono stranamente controverse. Anche i libri di storia forniscono versioni diverse: c’è chi dice che la Giornata delle Donne sia stata istituita dall’Assemblea dell’ONU per ricordare le 129 operaie, in gran parte italiane e di origini ebraiche, morte nell’incendio della Cotton di New York, (o di Chicago?) l’otto marzo del 1908. E chi scrive che fu istituita a Copenaghen, il 29 agosto del 1910, nel corso della conferenza Internazionale delle Donne Socialiste (tra l’altro la presunta sede è stata abbattuta in questi giorni), in ricordo del grande sciopero delle lavoratrici tessili di New York, al quale parteciparono 30 mila donne, l’otto marzo del 1848. Altre fonti affermano che fu Rosa Luxemburg (donna socialista polacca, di famiglia ebraica, in polemica con i riformisti dell’epoca, perché, in alternativa alla riforma sociale, auspicava la dittatura del proletariato, ma di classe e non di una piccola minoranza di dirigenti, in nome della classe) a proclamare la Giornata Internazionale di Lotta. In ogni caso, questa Giornata non è una festa. È una giornata di lotta, di riflessione, di provocazione. Mi è sempre dispiaciuto vedere distrutti tanti alberi di mimosa e non ho mai capito il motivo per il quale bisogna comprare o regalare il mazzetto giallo, per ricordare agli "Uomini di Potere", i problemi delle donne. Basterebbe questo singolo dato per dimostrare, da solo, che l’Otto Marzo non è una festa. Non capisco, neanche, perché molte donne colgono questo giorno, come se fosse un carnevale, per liberare le aggressività accumulate a casa: col marito, coi figli, al lavoro: coi colleghi, col datore e si “perdono”, nella serata dell’Otto Marzo, in squallide uscite aventi per tema: dozzinali banchetti e spettacoli di spogliarello maschile. E, pensare che, soltanto poco tempo fa, da un rapporto di Amnesty International, abbiamo saputo che un miliardo di donne nel mondo vengono ogni anno picchiate, stuprate, mutilate, assassinate da fidanzati, mariti, amici, familiari.
L'Otto Marzo è una festa? Meditiamo sul dato e, comunque, auguri a tutte!

9 commenti:

Anonimo ha detto...

La Giornata Internazionale della Donna ha un valore incommensurabile, perché essa rappresenta idealmente la battaglia morale, civile, sociale che le donne di tutto il mondo, hanno compiuto e devono continuare a compiere, attraverso l'inimitabile mondo dell' etica femminile.
" Le donne non hanno il diritto di parlare, di fare discorsi politici, di svolgere professioni tipicamente maschili, le donne tolgono il lavoro ai padri di famiglia, le donne non sanno guidare, devono curare la casa, fare i mestieri domestici, devono saper cucire, essere buone mogli per i loro mariti "
Alcuni di questi luoghi comuni sono ancora presenti nella nostra società, che si definisce moderna e diversa da tante altre culture, dove la donna è ancora considerata un essere non pensante.
Anche sul volto di tante donne italiane c'è un velo che copre le fattezze femminili ed è il velo del maschilismo, ancora molto presente anche nel nostro paese, soprattutto in alcune parti di Italia

"Jeans troppo aderenti, tacchi esagerati,scarpe strette,reggiseno che comprimono,tessuti impossibili,ombelichi scoperti anche d'inverno"
Ma sempre perché voi uomini ci volete cosi ?
Il mio Augurio oggi va alle Donne che hanno fatto e che continuano a fare della propria vita una battaglia perenne per l'affermazione di diritti e di libertà negate e se oggi ci viene regalato una mimosa, oppure per una serata vediamo voi uomini prostituiti :PER UN GIORNO forse ci considerate, DOMANI!!!!!!!!!!!!!!
Bella Impossibile

Anonimo ha detto...

Catullo o catullo!!!!!!!!!!
Non solo la mimosa
Un fiore simbolo della Festa della donna, la mimosa. Non deve essere stata facile la scelta per le rappresentanti dell'Udi, l'Unione donne italiane, che in quel lontano 1946 si preparavano a festeggiare la loro giornata. In Francia nel giorno dell'8 marzo le donne offrivano mughetti e violette, poco diffusi nel Belpaese. Ecco allora che la scelta premiò la mimosa, un fiore semplice, delicato, povero e facilmente reperibile.
L'utilizzo di un fiore come simbolo aveva un precedente illustre: il garofano rosso per la festa del lavoratori il Primo maggio come simbolo aveva sempre "funzionato" bene, soprattutto negli anni del fascismo, durante i quali metterselo all’occhiello era un segnale inequivocabile, e che comportava tra l'altro un certo margine di rischio. Alle donne romane dell'Udi piacquero invece i bottoncini gialli della mimosa, colorati e dal profumo particolare, molto comuni nel Lazio, che fioriva proprio in quel periodo e non costava tantissimo. Altri tempi.
Ma la mimosa non ha questo significato nel resto del mondo. In Bosnia Erzegovina, teatro dei massacri dei serbi nei non troppi lontani anni '90, alle donne vengono regalati garofani rossi. Nel 1998 Emma Bonino aveva proposto di abbandonare la "vecchia" mimosa, almeno per un anno, in onore della gerbera color arancio ribattezzata Kabulia, il fiore per il futuro delle donne di Kabul. La mimosa però non ha mai ceduto il suo posto, rimanendo il simbolo indiscusso della festa.

Anonimo ha detto...

Sei donna? Niente lavoro!
Le domande rivolte durante un colloquio a una "lei" sono sempre le stesse: sei sposata? Hai figli? Vuoi averne?
Sei fidanzata?
Sei sposata?
Hai intenzione di sposarti a breve?
Hai figli?
Hai intenzione di averne a breve. Sono le domande che una donna sente porsi ad un qualsiasi colloquio di lavoro, sia che voglia lavorare in un supermercato sia che voglia fare la dirigente. Senza nulla togliere a nessuna categoria, ne ho prese due ad esempio perchè le domande rivolte durante un colloquio ad una donna non cambiano qualsiasi lavoro decida di fareIl perchè di queste domande così specifiche è semplice: una donna sposata prima o poi prende permessi per le gravidanze o per seguire i figli, arrecando grave danno al datore di lavoro perchè deve essere sostituita e deve anche essere pagata lo stesso!Ho fatto molti colloqui di lavoro e la prassi è sempre la stessa.
Nel mio piccolo sono stata "fortunata" fino ad ora, ogni tanto ho trovato lavoro nonostante la zona dove vivo offra poco.
Sapete perchè?
Sono single da anni!
Conosco molte donne invece, poverine, che "sfortunatamente" sono sposate e altre, ancora più "sfortunate", che hanno anche figli!
Il più delle volte non vengono neanche prese in considerazione, nella migliore delle ipotesi si sentono dire la più classica delle frasi: "Le faremo sapere".
Ma il telefono non squillerà più...C'è un trucco però, care "colleghe di sventura", che garantisce quasi al 100% la possibilità di trovare lavoro (in nero però, non esageriamo ora pretendendo anche l'assunzione): mostrarsi "accondiscendenti", diciamo così, con il futuro datore di lavoro.
Ebbene si, è una pratica assai diffusa purtroppo: lo definirei un vero e proprio ricatto al quale cedono le donne che hanno bisogno di lavorare e c'è chi è pronto ad approfittarne senza scrupoli.
e poi oggi gli uomini ci regalono la mimosa!! ci danno il permesso di uscire!! ci fanno vedere un strip!! solo x 8 di marzo ovviamente c'è consentito
donne italiane culturalmente siamo le fortunate rispetto alle altre!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

< La pizza fattela da sola >
Il padrone muore, la moglie subentra nella gestione del locale e il pizzaiolo egiziano si licenzia con la seguente motivazione: «Non prendo ordini da una donna» C'è questo simpatico (riferito al contenuto, ovviamente) articolo sul Corriere, di oggi che mi infastidisce un po' ma al contempo mi fa anche sorridere.
In poche parole Mohamed, un pizzaiolo egiziano, poco dopo l'assunzione in una pizzeria di Merate (Lecco) se ne è andato perché lui - musulmano - non voleva prendere ordini dalla titolare donna, oltretutto vedova e senza figli.
Semplicemente la donna è considerata una nullità da Mohamed perchè senza uomo e senza figli!
Tempo fa avevo letto della condizione femminile in varie situazioni, ad esempio qui e qui con la tristissima vicenda di una bambina di 11 anni colombiana messa incinta dal patrigno e scomunicata per aver abortito...
Oppure con la storia di una ragazza indiana che ha scelto il suicidio pur di non sottostare all'imposizione di un matrimonio da parte della famiglia....
O ancora con l'assurda reazione di un taxista che non ha preso nella sua auto una donna che stava per partorire e doveva correre in ospedale solo perchè porta sfortuna!
C'è anche la reazione di una donna alla vista di un'altra donna (medico), ma in questo caso è "solo" razzismo perchè il medico è di colore....
Gli esempi sono tanti e riportano all'atavico senso di sopraffazione, di superiorità che ogni uomo sente nei confronti della donna in quanto tale.
Quello che dovrebbe essere evidente per tutti è che siamo persone e basta!Ci sono persone sincere, intelligenti, meritevoli, ignoranti e chi più ne ha più ne metta, ma sempre e solo persone!!
Non uomo o donna, superiore o inferiore ma persona!
Il caso del pizzaiolo, come dicevo, mi fa sorridere ma mi spinge alla riflessione pensando che la sua opinione delle donne è molto diffusa e non solo nel suo Paese d'origine o nella sua religione (quella c'entra sempre, ahimè); nel caso specifico è semplicemente andato via dal lavoro, magari ora è alla ricerca di un datore di lavoro maschio e con tutti gli attributi del caso...
Pare però che la legge musulmana c'entri poco in questo caso: Safwat El Sisi, portavoce della comunità islamica di Como, dichiara che "una donna ha il pieno diritto di dare ordini a un dipendente musulmano, tranne che i suoi ordini comportino una disobbedienza a Dio. Il pizzaiolo, per esempio, può rifiutarsi di fare pizze al prosciutto o al salame e servire alcolici. Nient'altro".
Ma se la cosa fosse degenerata per un motivo qualsiasi?
Meglio non porsi interrogativi del genere, ne abbiamo la cronaca piena tutti i giorni (donne picchiate, violentate, uccise)....
Fortunatamente la mentalità sta cambiando (anche se il processo è ancora lungo), nonostante le interferenze continue della chiesa e non solo (eh si, per la chiesa una donna autosufficiente ma soprattutto con una mente pensante è un grave pericolo!)...
Brrrrr......
D'altronde il ricordo del modello di "uomo che non deve chiedere mai" è ancora vivo e fanno di tutto per ricordarcelo quotidianamente!
Bella Impossibile

sagitta ha detto...

Ho sempre sostenuto e ogni giorno ne sono sempre più convinta che noi donne l'abbiamo presa nel didietro due volte....altro che emancipazione e festa della donna !
Per avere questa benedetta emancipazione e non sudditanza dal maschio dobbiamo lavorare in casa elavorare fuori casa... proprio un bel vantaggio!!
Forse stanno meglio le mogli che rimangono a casa a spendere questo benedetto stipendio del marito,accudiscono ai figli e si fanno mantenere.

Anonimo ha detto...

La sera dell'otto di marzo sono uscita con le amiche ci siamo trovati in una pizzeria locale dove si poteva fare 4 salti di ballo latino americano, mentre si mangiava all'improvviso il gestore della pizzeria annuncia per noi donne una sopresa che ci avrebbe fatto piacere, all'improvviso e entrato un uomo alto, muscoloso vestito (IMITAVA)Richard Gere "Ufficiale gentil uomo"insomma la brutta copia di Richard inizia a spogliarsi e rimane completamente nudo con il suo intimo a pezzoloni insomma un vero schifo, ma i tempi sono cambiati:una volta in questi locali erano le donne che si mostravamo nude adesso gentil sesso siete voi che vi vendete!!!!!!!e già la vita cambia in senso positivo per noi donne per voi uomini siamo scesi molto in basso.Donne di strada ne abbiamo fatto ma ci tocca sudare ancora
Bella impossibile

Anonimo ha detto...

ciao Catullo, e da un pò di tempo che volevo comunicare con te.
Dedicato alla donna:
iI coraggio delle donne
mi guardo attorno, osservo le mie colleghe. alcune sono veramente coraggiose, figli a casa, mariti, mille problemi e loro sempre lì. le donne sono così diverse da noi, vivono tutto così intensamente, scrutano l'anima del proprio uomo, lo capiscono per puntualmente sbalordirlo. a volte le donne ci conoscono meglio di noi stessi. e da noi vogliono così poco.....la mia donna deve mettere ordine nella mia vita. ho sempre pensato questo, ho sempre saputo di avere bisogno di qualcuna che entrasse nel mio mondo, lo rivoltasse per poi renderlo migliore. Sono sempre stato un pò scapestrato, ho sempre combinato e combino tutt'ora un sacco di guai. Ma sono fatto così. e poi solo chi non fà non sbaglia. una sola cosa odio, una sola cosa mi rende l'animo triste, e al contempo mi infuria, non sentirmi voluto, non sentirmi accettato. la mia donna non dovrà mai rifiutarmi. chissà forse questa mia necessità nasce da un trauma infantile, direbbero i saggi. sinceramente io sò solo che sono un UOMO e agisco come tale, e solo una DONNA potrà capirmi. non ho bisogno di sciacquette, di stupidelle senza cervello. la mia DONNA credo di averla trovata ed io sto lottando contro tutti gli stereotipi che in 34 anni di esistenza ho accumulato, ma sono solo stereotipi, sovrastrutture che la gente ti butta addosso con discorsi saggi e inutili. alla fine ciò che conta lo sento solo dentro di me.

Catullo ha detto...

In risposta all'amico anonimo del post del 13 marzo, opre 11.14. Condivido in pieno quello che hai detto. Naturalmente, il pianeta donna va osservata come fattore prismatico. Il mio era solamente un asepetto del prisma, le altre faccie le lascio al confronto serrato e assiduo su questo blog.
Ti invito a partecipare sempre più con argomentazioni di spessore, come hai fatto. By

Anonimo ha detto...

non mi è mai capito di girare tra vari blog e trovare uno schifo del genere
sei patetico